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Vogliamo Ricevere in Tutte le Chiese la Santa Eucaristia in ginocchio e in bocca

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Vogliamo Ricevere in Tutte le Chiese la Santa Eucaristia in ginocchio e in bocca

Sulla ricezione della Comunione sulla mano Per comprendere l’importanza della modalità con cui ricevere la Santa Comunione, occorre partire da una breve riflessione sul significato della messa, durante la quale il pane e il vino divengono il Corpo e il Sangue di Cristo.

Il documento del Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium afferma due cose centrali: messa come sacrificio e Presenza reale.

Per giunta, la formulazione del Catechismo della Chiesa cattolica, sotto la regia di Ratzinger, ha ribadito tali connotazioni cattoliche a riguardo dell’Eucaristia.

E proprio il pontefice che concluse il Concilio, Paolo VI, si sentì spinto persino a pubblicare un’Enciclica nella quale ribadì sia il carattere sacrificale della messa sia la legittima validità dell’adorazione dell’Eucaristia da parte dei fedeli fuori dalla messa.

Nel frattempo alle Conferenze nazionali veniva data facoltà di indulto per ricevere l’Eucaristia nelle mani,le balaustre e gli inginocchiatoi venivano eliminati, i tabernacoli venivano decentrati, nonostante il Catechismo (ancora nel 1992) ribadiva che il tabernacolo fosse situato “in un luogo particolarmente degno della chiesa, costruito in modo da evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento”(n.1379).

Circa la questione relativa alla ricezione eucaristica, bisogna anzitutto ricordare che nei documenti conciliari – anche in presenza di affermazioni avanzate a riguardo delle più significative novità proposte nella liturgia – mai si parla della comunione in mano.

Eppure si fa passare per tema conciliare quanto il Concilio non si è preoccupato di trattare.

In realtà la ricezione della Santa Eucaristia in mano rimane solo un indulto della Sede Apostolica.

Quandoi vescovi italiani (con soli due voti in più) approvarono la comunione nelle mani, vi fu chi, come il Presidente della Conferenza Episcopale, evidentemente contrario e preoccupato, fece inserire la raccomandazione a tutti, in particolare ai bambini e agli adolescenti, della pulizia delle mani.

Invece di impedire l’abuso, ci si preoccupava di arginare già in partenza l’ovvia profanazione.

Proprio questa generazione di fanciulli cattolici anni ’80-‘90 è quella che (a parte la controtendenza dei gruppi di preghiera legati alla Tradizione o alle apparizioni di Medjugorje) registra una certa disinvoltura a riguardo del culto eucaristico e dell’adorazione, non avendo la percezione di Chi si riceve.

Il documento in questione - Istruzione Sulla comunione eucaristica - è quello del maggio 1989, seguito dal decreto della Conferenza Episcopale Italiana che la contiene, datato 19 luglio 1989 ed entrato in vigore il 3 dicembre dello stesso anno, prima domenica di Avvento.

Il testo dell'Istruzione sulla Comunione eucaristica circa la modalità di questo ulteriore modo di ricevere l'ostia consacrata spiega: “particolarmente appropriato appare oggi l'uso di accedere processionalmente all'altare ricevendo in piedi, con un gesto di riverenza, le specie eucaristiche, professando con l'Amen la fede nella presenza sacramentale di Cristo”.

Dunque, dicevamo che si tratta di un indulto.

Attraverso l'Istruzione Memoriale Domini promulgata dalla S. Congregazione per il culto Divino il 29 maggio 1969, la Santa Sede ha lasciato alle singole Conferenze Episcopali la possibilità di richiedere la facoltà di introdurre l'uso di ricevere la Comunione sulla mano.

Possibilità non obbligo!

Eppure non è una questione irrilevante, perché riguarda nientemeno che la Presenza reale di Gesù.

Non è un retaggio, dunque, dei tradizionalisti, bensì è l’affare centrale di tutta la Chiesa che, prima ancora che preoccuparsi dell’ambiente e dell’ecologia, o della questione immigratoria, dovrebbe custodire e proteggere il Signore eucaristico con quell’amore e quella fedeltà che ebbe san Giuseppe nel proteggere Gesù Bambino.

Nell’Eucaristia, infatti, per amore delle anime, Gesù si rende vulnerabile come quando era un piccolo infante, raggiunto dall’odio omicida di Erode.

Questo aspetto è stato configurato da mons. Schneider come iusChristi, cioè il diritto di Cristo. Ancora di recente, commentando questa intuizione di Schneider, il Card.

Burke, grato di tale intuito, affermava: “ricordandoci l'umiltà totale dell'amore di Cristo che si dona a noi nella piccola Ostia, fragile per natura, Mons. Schneider richiama la nostra attenzione sul grave obbligo di proteggere ed adorare Nostro Signore. Infatti, nella santa Comunione, Egli, a motivo del Suo amore incessante e incommensurabile per l'uomo, si fa il più piccolo, il più debole, il più delicato fra noi.

Gli occhi della Fede riconoscono la Presenza Reale nei frammenti, anche nei più piccoli, della santa Ostia, e ci conducono, così, all'Adorazione amorosa”.

Come insegnava san Tommaso d’Aquino, Gesù è realmente presente tanto nell’intero quanto nel minimo frammento del pane consacrato.

Il grande teologo domenicano affermava che l’Eucaristia è sacra e perciò può essere toccata solo dalle mani consacrate; perciò egli faceva riferimento all’uso di ricevere la Comunione solo sulla lingua, tanto che la distribuzione del Corpo del Signore apparteneva al solo sacerdote ordinato.

Ciò per diversi motivi, tra i quali l’Angelico cita anche il rispetto verso il sacramento, che “non viene toccato da nessuna cosa che non sia consacrata: e quindi sono consacrati il corporale, il calice e così pure le mani del sacerdote, per poter toccare questo sacramento.

A nessun altro quindi è permesso toccarlo fuori di caso di necessità: se per esempio stesse per cadere per terra, o in altre contingenze simili” .

Un esperimento condotto negli Stati Uniti, ha dimostrato che, ponendo la comunione in mano, diversi frammenti, difficilmente scorgibili ad occhio nudo, rimangono prima impressi nella palma della mano, quindi cascano a terra.

Inoltre, accanto al rischio di profanazione continua, si presenta anche il problema delle “messe nere” e dei circoli satanisti che, quasi meravigliati di questa consuetudine, possono più facilmente prelevare l’ostia e condurla via.

Di recente, diverse isolate ma significative voci si sono alzate, nella Chiesa, per indurre a riflettere sui danni e i rischi della comunione nelle mani.

In particolare merita una menzione il lavoro pluriennale del già citato mons. Schneider, Vescovo Ausiliare di Astana che, in alcuni opuscoli tradotti in varie lingue, con coraggio ha denunciato i grandi rischi della comunione in mano.

Così anche Benedetto XVI, per quanto si sia espresso a favore dei due usi (in ginocchio e in mano) ha tuttavia voluto dare risalto all’uso di riceverla in ginocchio nelle celebrazioni pontificie.

Ancora di recente, il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino (dunque il numero uno della liturgia cattolica!) a Milano è tornato sul tema con parole inequivocabili a riguardo dei rischi della comunione in mano.

In Italia merita una menzione don Giorgio Maffei che si è battuto a lungo per questo tema.

Diversi gli appelli, caduti nel vuoto, che egli con autentico afflato sacerdotale, rivolgeva ai confratelli, quando per esempio,in uno dei suoi diversi contributi sul tema, scriveva: “con l'uso della Comunione sulla mano, i frammenti rimangono sulla mano del fedele, che di solito non ci guarda nemmeno, non ci bada o non se ne accorge, finendo poi per terra dove vengono calpestati, spazzati via, profanati.

Ciò è ben noto.

I sacerdoti tutti lo sanno molto bene, perché come si è detto, ne hanno quotidiana esperienza.

Anche i sacerdoti giovani, che vengono istruiti a dare la Comunione sulla mano e non fanno uso del piattello, conoscono ugualmente questo particolare delle Ostie di perdere i frammenti, talora anche senza essere toccate.

I fedeli hanno di ciò minore esperienza e sono meno colpevoli dei sacerdoti”.

Il noto sacerdote tradizionalista aveva anche auspicato almeno il ripristino del piattello, argomento per il quale subirà umiliazioni e offese come di un prete fuori dai tempi e dai veri problemi.

Eppure don Maffei riteneva che l’uso del piattello potesse ridurre notevolmente il rischio concreto della caduta di frammenti durante la comunione.

In qualche occasione, non senza ragione, il prete bolognese paventava persino il rischio della scomunica per quanti permettevano la profanazione dei frammenti con l’uso della comunione nelle mani perché, diceva, il peccato commesso contro Dio e il suo Cristo è foriero di scomunica, e quale peccato più grave vi può essere che quello di oltraggiare le specie eucaristiche?

Tra i mistici, ricordiamo la testimonianza dell’austriaca Maria Simma, che aveva un rapporto esclusivo con le anime del Purgatorio, la quale ebbe rivelato che tutti i Pastori della Chiesa che avevano approvato la Comunione in mano, se fossero morti in grazia di Dio, sarebbero comunque rimasti in Purgatorio fino al giorno in cui la Chiesa non avesse tolto tale indulto.

Si può pensare allora che questa novità, non proveniente dal Concilio, almeno non direttamente, trovi la sua origine nella regia che, infiltratasi nei ranghi di riguardo delle Conferenze episcopali nazionali, soprattutto nordeuropee, si è imposta. Intanto, veniva presa a prestito la ragione di un ritorno alle origini della fede, che nascondeva però il bisogno di delegittimare la controriforma tridentina.

Proverò a spiegarmi meglio.

Tutti i circoli che hanno richiesto la comunione nelle mani erano schierati in modo radicale nel progressismo teologico, di matrice modernista.

In realtà, lo slogan di un auspicato ritorno alle fonti patristiche (per quanto suggestivo e meritorio), da quelle parti voleva dire il discredito della grande stagione del Concilio di Trento.

E questo perché? Perché il discredito del grande spirito tridentino consentiva la riabilitazione di Lutero.

Questa è una considerazione del teologo Ratzinger all’indomani del Concilio.

E, dunque, in ogni caso, la riforma liturgica si orientava unilateralmente, in direzione della stagione patristica, ma come rifiuto latente della stagione tridentina.

Come a dire che i primi cinque secoli sì, sono normativi, il resto non ci riguarda.

Questa netta e inesistente contrapposizione, per quanto latente, accompagnava purtroppo la riforma liturgica manomessa dai modernisti.

Si faceva valere la prassi in uso nei primi secoli del cristianesimo, attestata abbondantemente nei Padri, quella cioè di ricevere l’Eucaristia nelle mani.

Nelle prime comunità cristiane era normale ricevere il corpo di Cristo direttamente sulle mani; al riguardo vi sono numerose testimonianze, sia nell'area orientale, sia in quella occidentale: molti Padri della Chiesa (Tertulliano, Cipriano, Cirillo di Gerusalemme, Basilio, Teodoro di Mopsuestia), diversi canoni giuridici sanciti durante sinodi e concili (il Sinodo di Costantinopoli del 629; i Sinodi delle Gallie tra VI e VII secolo; il Concilio di Auxerre avvenuto tra il 561 e il 605), fino alle testimonianze dell'VIII secolo di sanBeda il Venerabile e sanGiovanni Damasceno: tutti attestano la medesima diffusa tradizione.

E ciò era senz’altro utile riconoscerlo.

Ma a questo punto ci si domandava che fine facesse invece, in termini di legittimazione teologica e liturgica, il passo ulteriore compiuto dalla fede ecclesiale.

Quando nel medioevo alcune correnti teologiche misero in discussione la modalità della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento - arrivando alcuni a definirlo come un segno vuoto che richiama solo lontanamente la realtà sostanziale del Signore presente in mezzo a noi - la reazione della comunità ecclesiale fu di sottolineare maggiormente la venerazione e l'adorazione per le Specie Eucaristiche fino ad introdurre il nuovo rito di ricevere la Comunione direttamente sulla bocca ed in ginocchio proprio per sottolinearne la grandezza della presenza reale del corpo di Cristo.

Se non si interverrà adeguatamente c’è il rischio concreto che l’Eucaristia venga del tutto profanata.





Don Alessandro Maria Minutella







Pragniemy przystepowac do Komunii Swietej w calym Kosciele na kleczaco i bezposrednio do ust

Aby zrozumiec znaczenie jak do Komunii Swietej, trzeba zaczac od krótkiej refleksji na temat znaczenia Mszy sw., podczas której chleb i wino staja sie Cialem i Krwia Chrystusa.

Dokument Soboru Watykanskiego II ”Sacrosanctum Concilium” potwierdza dwa podstawowe aspekty Eucharystii: ofiara i rzeczywista obecnosc Chrystusa.

Ponadto, wprowadzenie do Katechizmu Kosciola Katolickiego, pod kierunkiem Ratzingera, potwierdza te katolickie konotacje o Eucharystii.

A nawet Pawel VI, który zamyka Sobór czul sie zmuszony do opublikowania encykliki, w których odniósl sie: zarówno ofiarnego charakteru Mszy sw. jak i jej waznosci oraz uzasadnienia adoracji Najswietszego Sakramentu przez wiernych poza Msza sw.

Tymczasem Konferencja Episkopatu uprawnienia do udzielania Komunii Sw. na reke, balaski zostaly wyeliminowane, tabernakulum zostalo zdecentralizowane, mimo ze Katechizm (nawet w 1992) powtórzyl, ze tabernakulum znajdowalo sie, w szczególnie godny kosciól, zbudowany w taki sposób, ze podkresla i objawia prawde o realnej obecnosci Chrystusa w Najswietszym Sakramencie (n.1379).

O kwestii udzielania Komunii Sw. , musi najpierw zwrócic uwage, ze w dokumentach soborowych - nawet z zaawansowanymi wypowiedzi na temat najwazniejszych zmian zaproponowanych w liturgii - nigdy nie mówi on o Komunii na reke.

Sobór nie podejmuje tego tematu. W rzeczywistosci zezwolenie na przyjmowanie Najswietszej Eucharystii na reke pozostaje jedynie kompetencja Stolicy Apostolskiej.

Gdy wloscy biskupi (z przewaga dwóch glosów) przeglosowali Komunie na reke, byli tacy, którzy, podobnie jak przewodniczacy Konferencji Episkopatu byli przeciwni, martwiac sie, zobowiazaniem wszystkich a zwlaszcza dzieci i mlodziez do ablucji rak, zapobiegajac naduzyciom, obawialismy sie, ze nie powstrzymamy oczywistej obelgi.

Wlasnie to pokolenie dzieci katolickich lat 80. i 90, (grupy modlitewne, sympatycy objawien w Medjugorje) przejawia pewna nonszalancje w kulcie eucharystycznym, nie majac swiadomosci Kogo przyjmuje.

Dokument, o którym mowa, to Instrukcja o Komunii eucharystycznej z maja 1989 roku, a nastepnie dekret Konferencja Episkopatu Wloch, który zawiera z dnia 19 lipca 1989 i weszla w zycie z dniem 3 grudnia tego samego roku, w pierwsza niedziele Adwentu.

Tekst wprowadzajacy mówi o dodatkowym sposobie, przystepowania do Komunii Sw. Wyjasnia, „wydaje sie szczególnie odpowiednie podchodzenie w procesji do oltarza stojac z gescie szacunku, dla Eucharystii, wyznajac przez “Amenem” wiare w sakramentalna obecnosc Chrystusa ".

Powiedzielibysmy, ze chodzi tu o Indult – zezwolenie.

Poprzez instrukcje “Memoriale Domini” promulgowana przez Kongregacje d/s Kultu Bozego 29 maja 1969 r., Stolica Apostolska powierza poszczególnym konferencjom episkopatu mozliwosc zwrócenia sie z prosba o kompetencje, by wprowadzic zwyczaj udzielania Komunii sw. na reke. Mozliwosc nie zobowiazuje.

Nie jest to jednak kwestia bez znaczenia, poniewaz dotyczy nie mniej, ni wiecej, lecz rzeczywistej obecnosci Pana Jezusa.

To nie spuscizna tradycjonalistów, ale istotne obawy calego Kosciola, które przed zatroskaniem o srodowisko i ekologie , czy problem imigracji, powinny zachowywac i chronic Chrystusa Pana w Eucharystii ta miloscia i wiernoscia, która sw.

Józef mial w obronie Dzieciatka Jezus. W Eucharystii, rzeczywistoscie, z milosci do dusz ludzkich Jezus staje sie podatne, jak gdy byl malym dzieckiem, scigany przez mordercza nienawisc Heroda.

Ten aspekt zostal sformulowany przez Biskupa Schneider’a, jako “ius Christi”, czyli “prawo Chrystusa”.

Ostatnio, komentujac te intuicje Schneidera, Kardynal Burke, wdzieczny za teze intuicje, stwierdzil: "Zwazywszy na milosci, która do konca nas umilowal Chrystus w malej Hostii, kruchej natury, bp Schneider zwraca nasza uwage na powazny obowiazek ochrony i uwielbienia Naszego Pana.

Faktycznie, w Komunii sw., ze wzgledu na Jego nieustanna i niezmienna milosc do czlowieka, staje sie najmniejszy, najslabszy, najbardziej delikatny wsród nas.

Oczy Wiary rozpoznaja rzeczywista obecnosc w fragmentach, nawet w najmniejszych, swietych Hostii, a tym samym prowadza nas do milosci w Adoracji ".

Jak sw. Tomasz z Akwinu nauczal, ze Jezus jest rzeczywiscie obecny w calosci, jak i w najmniejszym kawalku konsekrowanego chleba.

Wielki teolog dominikanski twierdzil, ze Eucharystia jest swieta, a zatem moga ja dotykac wylacznie konsekrowane rece; tak mówil o przyjeciu Komunii sw.

Tylko na jezyk, takze udzielanie Ciala Panskiego nalezy wylacznie do kaplana.

Tak jest z kilku powodów, tu Doktor Anielski przytacza równiez szacunek dla sakramentu, który „nie jest dotykany przez cos, co nie jest konsekrowane a zatem, sa konsekrowanego na korporale i w kielichu i podobnie rece kaplana, dla aby móc dotknac tego sakramentu.

Nikt inny nie moze go dotykac z koniecznosci, na przyklad, jesli spada na ziemie lub w innych podobnych wypadkach ". Eksperyment przeprowadzony w Stanach Zjednoczonych pokazal, ze podczas udzielania Komunii sw. na reke kilka fragmentów, ledwo dostrzegalnych golym okiem, pozostalych sie w dloni i spada na ziemie.

Ponadto, poza ryzykiem kontynuowanej profanacji, pojawia sie problem t.z.w. "czarnych mszy" wsród satanistów, którym ulatwia sie kradziez, w celach swietokradczych.

Ostatnio podnosza sie rózne odosobnione, lecz znaczace glosy w Kosciele, aby pobudzic refleksje nad niebezpieczenstwami i ryzykiem Komunii sw. na reke. Szczególnie warto wspomniec o wieloletniej pracy juz cytowanej bp.

Schneider’a, biskupa pomocniczego w Astana, który w niektórych broszurach przetlumaczonych na kilka jezyków, odwaznie potepil wielkie ryzyko komunii w reku.

Tak wiec nawet Benedykt XVI, pomimo dwóch zastosowan (na kolanach i do reki), chcial podkreslic, ze zwyczajny sposób, to na kolanach podczas celebracji papieskich.

Jeszcze niedawno, prefekt Kongregacji Kultu Bozego ( o tym samym numerze jeden w liturgii katolickiej!) W Mediolanie powraca temat o jednoznacznym ryzyku Komunii sw. na reke. We Wloszech warto wspomniec o ks. Giorgio Maffei, który od dawna walczy o ten temat.

Kilka odwolan wpadlo w uszy gluchych, on z prawdziwej kaplanskiej inspiracji, zwrócil sie do braci, kiedy, na przyklad, w jednym ze swoich kilku skladek na ten temat pisal: z wykorzystaniem Komunii na reke, fragmenty pozostaja na rekach wiernych, na które zwykle nie patrza, nie troszcza sie o nie ignoruja je, koncza na ziemi, gdzie sa deptane, wycierane, sprofanowane.

Jest to dobrze znane. Ksieza wszyscy dobrze wiedza, poniewaz, jak powiedzieli, maja codzienne doswiadczenie. c.d.n Nawet mlodzi kaplani, którzy sa pouczeni o komunii na rekach i nie uzywaja tortu, takze wiedza, ze to wlasnie Gospodarze utracily fragmenty, czasem nawet bez dotykania. Wierni maja mniej doswiadczenia i sa mniej winni niz kaplani.

Dobrze znany tradycyjny kaplan mial nadzieje przynajmniej na przywrócenie talerza, podmiot, na którym cierpialby upokorzenie i przestepstwo jako kaplan z czasem i rzeczywistych problemów.

Mimo to Maffei wierzyl, ze uzycie gliny moze znacznie zmniejszyc konkretne ryzyko upadku fragmentów podczas komunii. Przy okazji, nie bez powodu, kaplan Bolognese obawiali sie nawet ryzyko ekskomuniki dla tych, którzy wolno profanacje fragmentów z wykorzystaniem Komunii na reke, bo powiedzial, grzech popelniony przeciw Bogu i Jego Chrystusa jest zapowiedzia ekskomuniki, i jakiego powazniejszego grzechu moze byc niz naruszyc gatunki eucharystyczne?

Wsród mistyków, wspominamy swiadectwem austriackim Maria Simma, który mial ekskluzywna relacje z duszami w czysccu, które ujawnilo, ze wszystkich Pasterzy Kosciola, którzy zatwierdzonego Komunie na reke, gdyby umarl w lasce Boga, pozostana w czysccu az do dnia, w którym Kosciól wyrwalby takie oburzenie.

Mozesz myslec wtedy, ze ta nowosc, a nie od Rady, a przynajmniej nie bezposrednio, znajduje swój poczatek w kierunku, ze przeniknal w szeregi zakresie krajowych Konferencji Episkopatów, zwlaszcza w Europie Pólnocnej, wylonil.

W miedzyczasie pozyczono powód powrotu do genezy wiary, co jednak ukrywalo potrzebe delegalizacji trójstronnej kontrrewolucji.

Postaram sie wyjasnic to lepiej. Wszystkie kola, które wymagaly komunii w ich rekach, byly radykalnie rozmieszczone w progresji teologicznej, matrycy modernistycznej.

W rzeczywistosci haslo o pozadanym powrocie do zródel patrystycznych (choc sugestywnych i zaslugujacych) z tych czesci oznaczalo dyskredytacje wielkiego sezonu Soboru Trydenckiego.

I dlaczego to?

Poniewaz rozczarowanie wielkiego ducha Tridentine pozwolilo na rehabilitacje Luthera.

Jest to rozwazanie teologa Ratzingera po Soborze.

A w kazdym razie reforma liturgiczna byla jednostronnie zorientowana w kierunku sezonu patrystycznego, ale jako ukryte odrzucenie sezonu trydenckiego.

Jak powiedziec, ze pierwsze piec stuleci tak, sa normatywne, reszta nie dotyczy nas.

Ten jasny i nieistniejacy kontrast, chocby latentny, niestety towarzyszyl reformie liturgicznej modernistów.

Praktyke stosowana we wczesnych stuleciach chrzescijanstwa zostala poswiadczona, ze ??zostala obficie zaswiadczona Ojcom, którzy otrzymuja Eucharystie w swoje rece.

W pierwszych wspólnotach chrzescijanskich przyjecie ciala Chrystusa bezposrednio na rece bylo normalne; w zwiazku z tym istnieje wiele przykladów, zarówno na Wschodzie, jak na Zachodzie, wielu Ojców Kosciola (Tertulian, Cyprian, Cirillo di Gerusalemme, bazylia, Theodore z Mopsuestia), rózne normy prawne zawarte podczas synodów i soborów (Synod Konstantynopol w 629; Synody Gallie miedzy VI i VII wieku; Rada Auxerre wystapil miedzy 561 i 605), az do ósmego zeznan wiecznych san Beda Czcigodnego i Sangiovanni Damasceno: wszystkie swiadcza o powszechnym samej tradycji.

I to bylo na pewno przydatne do uznania.

Ale w tym momencie zastanawialismy sie, co sie stalo, a nie zrobil, pod wzgledem teologicznym i liturgicznym legitymacji, w kolejnym etapie podjete przez wiare Kosciola.

Kiedy w sredniowieczu niektóre prady teologiczne zakwestionowal tryb rzeczywista obecnosc Chrystusa w Najswietszym Sakramencie - przyjazd niektórzy zdefiniowac go jako pusty znak, który przypomina jedynie daleko znacznego rzeczywistosc obecnej Pana w naszym gronie - reakcja wspólnoty koscielnej byl wiekszy nacisk na czci i uwielbienia dla eucharystycznymi az do wprowadzenia nowego obrzedu przyjmowania Komunii bezposrednio na ustach iw kolanie podkreslic wielkosc rzeczywistej obecnosci ciala Chrystusa.

Jesli nie zostanie odpowiednio rozwiazane, istnieje realne ryzyko, ze Eucharystia bedzie calkowicie pogardliwa.





Don Alessandro Maria Minutella



We want to receive in All Churches the Holy Eucharist on the knees and in the mouth


To understandwhich is the best way to receive Saint Eucharist, it is necessary to meditate about the real meaning of Santa Mass, during which the bread and the wine become the real Body and Blood of Jesus.

In the act SacrosanctumConciliumedited by The 2nd Vatican Council, there are two fundamental statements that consider the Mass as the Real Sacrifice and Presence of Christ.

Those statements were then reaffirmed in the Catechism of Catholic Church supervised by Ratzinger.

Moreover the pope Paul VI at the end of that Council underlined through an Encyclical both the sacred sacrificial character of the Mass and the legitimate validity of Eucharistic Adoration by churchgoers.

But in the meanwhile, the faculty of induction was given by the national Episcopal Conferences to receive Eucharist among hands, as well as to eliminate faldstools and balustrades.

Tabernacles was then decentralized despite still in 1992 Catechism underlined that “Tabernacle has to stay into a location of the church useful to show the Real presence of Christ in the Holy Sacrament (1739).

About the question of receiving Eucharist, all conciliar acts - even the most innovative ones - NEVER SAY to receive Eucharist among hands, but in spite of this, they keep on considering it as a conciliar topic.

The reality is that receiving Eucharist among hands is an exclusive induction of Apostolic Office.

When Italian bishops approved (with only two more votes) Communion among hands, the only trouble was not to prevent the abuse of such a practice, but to recommend a good cleaning of hands especially for children and teenagers.

It is not casual that the young generation of 80’s – 90’s appears too perfunctory towards Communion and Eucharist Adoration, because they don’t have a good perception of What and Whom they are receiving. (Excepted the traditional prayer groups or those lied to Medjugorie’s apparitions).

The document we are speaking about, is the one of 1989 - Instruction on Eucharist Communion - followed by the Act from Italian Episcopal Conference of July 1989, in force since December the 3rd, also first Sunday of Advent.

The text about this new way of receiving Communion explains that “It is nowadays appropriate going in procession towards altar standing and receiving Eucharist with an act of reverence, and professing the faith in the Sacramental Presence of the Christ by saying Amen”.
Concluding:this practice is an induction given by the Saint Congregation for Divine Worship through the Memoriale Domini on may the 29th1969.

The Holy See gave to local Episcopal Conferences the chance to decide if receiving Communion among hands or not.

So it was a choice not an obligation!

This is however a great question, because it concerns the Real Presence of Jesus.

And this is not inheritance from traditionalism, but the core of all the Church that prior to take care of environment and immigration, should take care of the Sacramental Christ in the same way Saint Joseph took care of Jesus Child.

In Eucharist – in fact – Jesus chooses to be vulnerable only for love of our souls.

This last aspect was configured by Monsignor Schneider as IUS CHRISTI that is the right of Christ.

Recently, Cardinal Burke, grateful to Schneider for his intuition, affirmed: “Schneider pays attentionto the obligation for us to protect and adore Our Lord which - in total humility- makes a gift of himselfin the form of the little Host.

In factHe becomes the smallest, the most fragile and the most delicate among us just to prove his never ending and immeasurable love! Through faith our eyes can see His Real Presence in the little fragments of the Holy Host leading us to the loving adoration.”

As Saint Thomas teaches us, Jesus is really present either in the entire or in the littlest fragment of the sacred bread.

The great Dominican theologian affirms that Eucharist is sacred and that’s why it must be touched exclusively by sacred hands; also this is the reason why he accepts the onlypractice to receive Communion in the mouth distributing It by the only priest.

That’s why cassock, calix and priest’s hands are consecrated and are the only ones allowed to touch the Host. No one else can touch it but in case of necessity such as falling down or something alike.
An experiment carried out in USA, showed that several fragments - invisible by naked eye - staying in the palms then fall on the ground.

Besides the risk of profanation, there is the problem of Black Masses and Satanist circles that can easily take away the fragments utilizing them for their hideous purposes.
Recently, several significant voices rose up within Church to underline risks and damages od Communion among hands.

In this sense a particular importance has to be given to the pluriannualwork by Monsignor Schneider, auxiliary bishop from Astana who bravely denounce the great risks of this practice.

Also Pope Benedict - who expressed in favor of both uses –has given relief to the practice of receiving Eucharist kneeling during Pontifical Celebrations.

The Prefect of Congregation for Divine Worship ( which is the no.1 in catholic liturgy) took up the subject with unequivocal words about risks of Communion among hands.

In Italy “Don” Giorgio Maffei fought in vain for a long time.

Here his words: Through Communion among hands Fragments of Holy Host remain there and the churchgoer doesn’t notice it, so that They fall down on the ground just to be trampled, swept away, profaned.

Priests know this situation very well, they live it daily, and the same happens when young priests don’t use the disk.

They are even more guiltier than churchgoers!Don Giorgio hoped at least the reintroduction of the disk, but at this subject he had received nothing but humiliations and offenses.

Nevertheless this priest was sincerely convinced that using the disk could reduce the risk of the dispersion of fragments.

In some cases Don Giorgio feared excommunication for those who permitted the profanation of fragments through the reception of Host among hands, by confirming that the pity against God and his Christ is cause of excommunication, he said: “What is the worst pity against God but that ofoffending Eucharistic species?”

Among mystics, we notice the testimony of Maria Simma, who had an exclusive connection with souls of Purgatory; she revealed that those pastors of the Church who had approved communion among hands – in case of death in grace of God – would have remained in Purgatory until Church has not eliminated such an induction.

We can suppose that this innovation which is not directly coming from Council, has been infiltrated among high ranks of Episcopal Conferences, mostly north European.

In the meanwhile the explication of the need to come back to origins had taken place, in order to hide the real need to delegitimize the Tridentine Reform.

We try to explicate in a clearer way: all circles demanding Communion among hands are those which better defend the theological modern progress!

In reality, the slogan of coming back to patristic sources wants to discredit the great season of Trent Council, with the only aim to rehabilitate Luther’s silhouette.

This is a consideration moved by the theologian Ratzinger after the Trent Council.

In any case, the liturgical reform orientate itself in the only direction of the patristic season, but as a refuse of the Tridentine one.

In some sense we can affirm that the first five centuries are normative, all the rest is not our question.

This clear but inexistent opposition was the core of the modernist’s reform.

In this sense they asserted the practice diffused during the first centuries of Christianity – proved by Priests – of receiving Eucharist among hands.

In the early Christian communities it was normal to receive Communion among hands and several witnesses are available in the east as well in the west areas: Many Priests of Church (Tertullian, Cipriano, Cirillo from Jerusalem, Basilio, TheodorfromMopsuestia), some several acts promulgated during different councils and synods, (Synod of Costantinople of 629,Synods of Gaul between VI VII centuries, Auxerre Council between 561 and 605), until the VIII century’s testimony by Saint Beda the Worshipful and Saint John from Damascus: they all attest the same diffused tradition.

And this was useful to admit.

But at a certain moment it has become necessary to ask what was the level of the ecclesial faith; in Middle Ages some theological currents began to doubt about the real presence of the Christ into the Very Holy Sacrament, at the point that some defined It as a mere symbol of the substantial reality of God among us.

If we do not intervene adequately, there is the concrete risk that Eucharist will be completely profanated.





Don Alessandro Maria Minutella


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